Primi passi con il cucciolo di Pastore Tedesco a casa

Quando il cucciolo entra in casa è opinione comune, tra allevatori di pastori tedeschi, comportamentalisti e addestratori, che il momento ideale per inserire il cucciolo in un nuovo ambiente sia tra l’ottava e la nona settimana di età, quando ha luogo il periodo di formazione dei comportamenti sociali e il piccolo inizia a trovare consistenti motivazioni verso nuove esperienze sia esplorative sia riquardanti la socialità.

Nonostante queste, però, la separazione dalla madre e dai fratelli rimane un trauma non indifferente, dovuto non solo alla mancanza di tutta una serie di stimoli rassicuranti ma anche all’effetto destabilizzante che una nuova situazione è in grado di creare.

L’inserimento in un nuovo ambiente assume così il significato di un vero “rito di passaggio”, una sorta di iniziazione verso qualcosa di completamente differente da quello conosciuto, il confronto con la solitudine e soprattutto con una specie (quella umana) che utilizza mezzi di comunicazione lontani da quelli fino a quel momento praticati.

Come rendere tranquillo il cucciolo appena arrivato

Sono necessarie da parte del nuovo proprietario una buona capacità empatica e la volontà di comprendere l’impatto angoscioso che un così radicale cambiamento è in grado di procurare in un piccolo di sessanta giorni.

Sicuramente la curiosità nei confronti delle novità riesce a neutralizzare parte delle sensazioni sgradevoli, tuttavia anche nei contronti degli stimoli del nuovo ambiente è necessaria una certa affenzione per creare contatti in un quadro di esperienze positive e soprattutto rassicuranti.

Occorre, a questo proposito, evidenziare come l’esperienza della solitudine sia in grado di suscitare angosce anche profonde, per cui si dovrebbe, per quanto possibile, abituare il cucciolo a stare da solo in modo piuttosto graduale.

La diffusa pratica di portare a casa un cucciolo di pastore tedesco, fino al giorno stesso vissuto con la madre e con i fratelli, e immediatamente isolarlo in un ambiente a lui sconosciuto è una pratica crudele e spesso controproducente.

Educare il cucciolo a restare da solo

Contrariamente a quanto si crede è possibile, e anche più facile, abituare il cucciolo alla solitudine in un momento in cui sia già avvenuta una certa conoscenza del nuovo ambiente, e soprattutto sia stato stabilito con le persone un legame in grado di infondere maggiore sicurezza.

Allorché il cucciolo avrà preso confidenza col nuovo ambiente, e le sue esplorazioni cominceranno a creare qualche danno dovuto alla
tipica abitudine dei cuccioli di rosicchiare le “prede” incontrate sul proprio cammino, si potrà iniziare con brevi periodi di segregazione che solo molto gradualmente potranno allungarsi.

Affrontare un nuovo ambiente può rivelarsi traumatizzante per il cucciolo

Occorre ancora sottolineare, comunque, come l’eccessivo isolamento in età precoce possa suscitare in fase matura non pochi comportamenti innaturali, tra i quali iperaggressività o eccesso di possessività nei confronti delle persone dell’ambiente familiare.

Fino a pochi anni fa questa caratteristica era talvolta ricercata da alcuni addestratori che utilizzavano, anche se in modo dosato, l’isolamento del pastore tedesco, sia in età giovanile che adulta, allo scopo di ottenere tanto un incremento di attenzione sugli stimoli funzionali all’addestramento quanto, sopratutto, una maggiore possessività nei confronti del conduttore.

In tempi più recenti, tuttavia, si è cominciato a notare come l’eccessiva possessività sia elemento caratteriale di non facile gestione e l’eccessiva attenzione su pochi stimoli possa creare soggetti cosiddetti “fuori controllo”; per contro si è iniziato a osservare come un equilibrato rapporto con le sollecitazioni dell’ambiente sia in grado di fornire uno stato psicologico di rilassatezza favorevole a ogni tipo di addestramento.

Se il forzato isolamento si rivela una pratica inutilmente repressiva, altrettanto si può dire per molti sistemi utilizzati per impedire al cucciolo di sporcare in casa.

Per quanto riguarda questo comportamento, più che assumere atteggiamenti punitivi risulta utile il ricordare come la tendenza a sporcare sia maggiore dopo i pasti e come i cuccioli di pastore tedesco abbiano un’istintiva inclinazione a mantenere pulito il posto dove dormono.

Si può cercare così di limitare la sua area di escursione a spazi limitati, che potranno progressivamente espandersi quando il cane comincia a imparare a sporcare fuori casa, magari incoraggiato da qualche rinforzo positivo, che può essere anche un semplice complimento.

Dopo un brevissimo periodo di ambientamento, il cucciolo impara a conoscere la casa e la nuova famiglia: non succederà più di vederlo rincantucciato in qualche punto un po’ nascosto ma certamente sarà sempre all’erta, attento a qualsiasi situazione e a ogni movimento del suo proprietario.

La naturale curiosità del pastore tedesco lo porta a ispezionare ovunque, e l’innata passione per il gioco ta si che si impossessi di qualsiasi oggetto, per poi facilmente abbandonarlo dopo breve tempo, attratto da altre novità.

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