Vaccinazioni del cucciolo di pastore tedesco: quali sono e quando vanno fatte

Gli allevatori professionali di pastore tedesco devono assolvere numerosi obblighi, nel rispetto delle normative vigenti che regolano il commercio degli animali di razza. L’articolo 5 del Decreto Legislativo n. 529 del 30 dicembre 1992 stabilisce che “è consentita la commercializzazione di animali di razza di origine nazionale e comunitaria” a condizione che risultino “iscritti ai libri genealogici o registri anagrafici”. Questi, secondo quanto riporta l’allegato al decreto sopra citato, sono tenuti “un’associazione nazionale di allevatori dotata di personalità giuridica o da un ente di diritto pubblico, in cui sono iscritti gli animali riproduttori di una determinata razza con l’indicazione dei loro ascendenti e delle prestazioni riproduttive e produttive”. Per quanto concerne gli animali di razza, tra i quali rientra anche il pastore tedesco, la cessione è subordinata anche alla presenza del pedigree. Tra gli obblighi degli allevatori, però, non rientrano le vaccinazioni.

Allevamento Pastore Tedesco Genova

Cosa dice la legge sulle vaccinazioni dei cani

La normativa italiana non prevede le vaccinazioni obbligatorie per i cani e i gatti, anche se si tratta di esemplari di razza. In altre parole, gli allevatori non hanno alcun dovere di legge per quanto concerne la vaccinazione; di conseguenza, al momento della cessione, possono consegnare un esemplare non vaccinato senza aver violato alcuna norma. Anche per questo, gli enti e le associazioni veterinarie consigliano vivamente di effettuare le vaccinazioni, per garantire adeguata protezione alla salute del cane.

cuccioli di pastore tedesco.

cuccioli di pastore tedesco

Esiste però una specifica eccezione a questo sostanziale vuoto normativo: l’obbligo del vaccino antirabbico, previsto per gli spostamenti internazionali all’interno dell’Unione Europea.

In base a quanto sancito dal Regolamento (UE) n. 576/2013 inerente alle “formalità relative agli animali da compagnia che viaggiano fra paesi dell’UE”, i cani (così come i gatti e i furetti) devono aver ricevuto il vaccino contro la rabbia per poter viaggiare, assieme ai relativi proprietari, all’interno dell’UE; in aggiunta, il Regolamento prevede che tali animali possano essere trasportati tra paesi diversi della Comunità Europea solo se siano state rispettate “tutte le misure sanitarie preventive contro le malattie diverse dalla rabbia”. La norma prevede, ad ogni modo, due deroghe per quanto riguarda i movimenti (a carattere “non commerciale”) interni all’Unione Europea:

  • Gli esemplari di età inferiore a 12 settimane possono viaggiare anche senza aver fatto la vaccinazione antirabbica;
  • Gli esemplari di età compresa tra le 12 e le 16 settimane possono viaggiare se vaccinati contro la rabbia ma senza rispettare i requisiti di legge per la validità della vaccinazione (l’antirabbica è considerata ‘valida’ a 21 giorni dalla somministrazione primaria).
Vaccinazioni del cucciolo di pastore tedesco

Vaccinazioni del cucciolo di pastore tedesco

Vaccinazioni del cucciolo di pastore tedesco: quando vanno fatte?

In base alle linee guida della WSAVA (World Small Animal Veterinary Association) relative alle vaccinazioni canine, il periodo durante il quale vaccinare il pastore tedesco coincide con le prime settimane di vita dell’animale. Le tempistiche variano a seconda del tipo di somministrazione e dell’età dell’esemplare (non esistendo precisi obblighi di legge, il cane può essere vaccinato anche da adulto); di seguito, riportiamo le indicazioni per ciascun virus:

  • Parvovirus canino, cimurro, parainfluenza e adenovirus: i cuccioli vanno vaccinati tra le 6 e le 8 settimane di età, ripetendo la somministrazione ogni 2-4 settimane fino al raggiungimento della 16esima settimana di età almeno; lo stesso intervallo (2-4 settimane) vale anche per gli adulti, benché anche una sola dose di MLV o RCDV sia considerata sufficiente. Il richiamo va fatto dopo 6 o 12 mesi, poi ogni tre anni;
  • Rabbia; l’età minima per la somministrazione del vaccino è di 12 settimane; se la vaccinazione viene eseguita prima, va comunque ripetuta al raggiungimento della dodicesima settimana d’età; il richiamo viene fatto dopo 21 giorni dalla somministrazione primaria; trascorso tale lasso di tempo, una seconda vaccinazione viene comunque ritenuta ‘primaria’ ed è necessario effettuarne una seconda, sempre a 21 giorni. Per gli esemplari adulti, è sufficiente una singola dose;
  • Bordetella bronchiseptica (virus delle vie respiratorie): è sufficiente una sola vaccinazione, per via intranasale, a tre settimane d’età. Per via orale, invece, è consigliata la somministrazione a partire dalle 8 settimane d’età;
  • Borrelia burgdorferi; questo tipo di vaccino può essere somministrato già a 9 settimane in presenza di rischio elevato, altrimenti è consigliato a partire dalle 12 settimane di età. La seconda dose può essere somministrata dopo 2-4 settimane; lo stesso intervallo va rispettato per le due vaccinazioni di un esemplare adulto;
  • Leptospira interrogans. Prima dose ad almeno 8 settimane, la seconda tra le 2 e le 4 settimane successive. Gli adulti possono ricevere due dosi entro il medesimo intervallo;
  • Influenza canina: la prima vaccinazione può essere effettuata già a 6 settimane; la dose successiva può essere somministrata dalle 2 alle 4 settimane dopo. Gli esemplari adulti possono essere vaccinati con due dosi a distanza di 2-4 settimane.

Richiami dei Vaccini

La somministrazione delle rivaccinazioni è quasi sempre raccomandata a distanza di un anno; intervalli più brevi sono consigliati spesso nel caso in cui il cane sia particolarmente esposto a contagio.

Quali sono le vaccinazioni necessarie per il pastore tedesco?

Come detto, in Italia non esistono vaccinazioni obbligatorie. Di conseguenza, è naturale chiedersi quali siano i vaccini ‘indispensabili’ per proteggere la salute del proprio pastore tedesco. A questa domanda può rispondere soltanto il medico veterinario, a seguito di un consulto specialistico. Le necessità di ciascun esemplare, infatti, variano in base all’età ed al contesto ambientale in cui vive. Ad ogni modo, è bene sottolineare come in ambito veterinario esiste una distinzione ‘ufficiosa’ tra vaccini core e noncore; i primi sono ritenuti essenziali, i secondi invece vanno somministrati dopo la valutazione del singolo caso. Le vaccinazioni contro Parvovirus e rabbia, ad esempio, sono ritenute di tipo core dalle già citate linee guida diffuse dalla WSAVA. In linea di principio, sono maggiormente raccomandate le vaccinazioni contro malattie gravi (parvovirosi, cimurro e leptospirosi) o che possono trasmettersi anche all’uomo.

Il vaccino endonasale (o “intranasale”)

La maggior parte dei vaccini per il pastore tedesco vengono somministrati tramite iniezione. In realtà, esiste anche un’altra tecnica, quella endonasale (o “intranasale”), utilizzata per effettuare le vaccinazioni contro la Bordetella (ad esempio il Nobivac KC).

Tra i fautori della ricerca sulla vaccinazione endonasale per i cani vi è il professor Canio Buonavoglia, professore ordinario di Medicina Veterinaria presso l’Università Aldo Moro di Bari. Buonavoglia ha collaborato a diversi studi a riguardo, tra i quali uno, pubblicato nel 2007, per “valutare l’efficacia di un vaccino CPV-2b vivo modificato (ML), somministrato per via intranasale, in cuccioli con anticorpi di derivazione materna (MDA)”.

Stando a quanto emerso dallo studio, è stata registrata “una correlazione tra efficacia del vaccino e via di somministrazione. Questo dato conferma i risultati ottenuti in precedenti prove di vaccinazione, in cui il vaccino CPV-2 somministrato per via nasale era risultato più efficace, pur avendo un titolo virale per dose inferiore di log 1,50 rispetto allo stesso vaccino somministrato per via parenterale”. In altre parole, come si legge nel report della ricerca, la maggiore efficacia del vaccino endonasale nei cuccioli con anticorpi materni potrebbe essere attribuita a “bassi livelli di protezione mucosale specifica nel distretto oro-nasale”. Questa condizione favorisce la replicazione del virus vaccinale, generando una migliore risposta immunitaria attiva, anche in considerazione del fatto che il tratto nasale è l’ingresso privilegiato del parvovirus; di conseguenza, la somministrazione endonasale riproduce fedelmente la dinamica dell’infezione sortendo maggiore efficacia.

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